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22 Novembre, 2007 06:18 Rassegna Stampa Permalink

Il messaggero del 20/11/07

Acrobax:”Renato ucciso in un raid premeditato”.

Gli amici: «Ci fu una condanna, ma i giudici parlarono di rissa tra balordi. Questa è una falsità»

Gli amici di Renato Biagetti, il ragazzo ucciso l'agosto del 2006 a Focene, all'uscita da una dance-hall sulla spiaggia, chiedono «piena verità sulle motivazioni» di quella che definiscono «un'aggressione premeditata a stampo fascista» e che la sentenza in primo grado emessa dal tribunale di Civitavecchia lo scorso luglio ha invece descritto come «una rissa tra balordi».A ricordare Renato Biagetti, commentando le motivazioni allegate alla sentenza che ha condannato uno dei due assassini, Vittorio Emiliani, a 15 anni e 8 mesi di reclusione, in Campidoglio si sono riuniti un gruppo di amici di Renato, molti di loro aderenti al centro sociale Acrobax, la ragazza, Laura, la madre Stefania e il fratello della vittima, Dario, oltre ai legali della famiglia Biagetti.

«La sentenza - ha detto Nina, amica di Renato - inchioda le responsabilità di Emiliani ma continua a parlare di una rissa tra balordi e non di aggressione premediatata di stampo fascista, descrivendo l'efferatezza dell'omicidio ma negando la matrice politica dell'aggressione. Una sentenza - ha aggiunto - che esclude il ruolo di un secondo coltello e quindi del coinvolgimento di un altro ragazzo all'omicidio e che non prende in considerazione le dichiarazioni rilasciate da Renato prima di morire all'ospedale Grassi, che non furono mai trascritte».
«La sentenza - ha aggiunto Gianluca Peciola, assessore alla Casa del Municipio XI - non sottolinea la gravità della questione sotto il profilo ideologico e l'intenzionalità politica che ha animato l'aggressione verso simboli e persone appartenenti ad un'area culturale». «Per questo - ha concluso - chiediamo piena verità sulle motivazioni dell'aggressione che ha portato alla morte di Renato Biagetti».


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