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27 Agosto, 2007 01:49 Contributi Permalink

contributo di alex per renato

Discutevo proprio l'altro giorno con un caro amico sul nostro stato d'animo a un anno dalla morte del povero Renato. Parlavamo di come, a differenza di tanti altri "morti" di ignoranza e non-cultura, questa morte ci avesse colpito particolarmente, di come le serate fatte in sua memoria avessero contribuito a cementificare il suo ricordo dentro di noi, a far si che il dolore e la rabbia ma anche l'orgoglio e la voglia di "non farlo morire" fossero paragonabili a quelle che si provano quando una cosa del genere succede ad uno che conosciamo, un amico, un fratello, anche se Renato in volto non l'avevamo mai visto.

Non passa giorno senza che mi torni in mente il ricordo delle immagini del filmato che proiettammo in suo onore, le sue foto, i suoi momenti felici, il dolore della famiglia e della ragazza, l'arroganza degli amici degli assassini al processo, le paroli tremolanti e la voce emozionata dell'amico che era li in quei tragici momenti, che ci ricordava di come essere liberi di riunirci, suonare, ascoltare musica, aggregarci, comunicare e socializzare stessero diventando nuovamente dei diritti da conquistare, da strappare dalle sporchi mani di una parte della nostra città che lavora nell'ombra e nel fango dell'infamità per impedirci di esistere ed essere quello che siamo. Abbiamo capito che Renato è stato, è e sarà sempre nella nostra mente, nei nostri gesti quotidiani, ogni volta che esprimeremo noi stessi, la nostra esuberanza, la voglia di dire al mondo quello che non ci sta bene, ogni qual volta accenderemo un piatto, un mixer, una consolle, un sound system. Abbiamo capito che dimenticare è il primo passo verso l'accettazione, la metabolizzazione di una morte che invece non vogliamo accettare, non vogliamo digerire. Siamo sgomenti e incazzati oggi come e più di un anno fa di fronte ad una vita che se ne va per la noia e la stupidità di qualcuno. Ogni qual volta il nostro sguardo incontrerà lo sguardo di una di queste persone, di uno di questi "esseri umani" grazie ai quali la morte fisica di Renato è diventata realtà, i nostri occhi chiederanno di quella morte, ricorderanno la vigliaccheria, esigeranno spiegazioni, accenderanno i riflettori sull'infamia di quel gesto, sbatteranno la realtà in faccia ai responsabili. Non dimenticheremo mai perchè non accetteremo mai. No, Renato non lo lasceremo morire. Ciao Renà



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