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23 Giugno, 2007 23:48 Rassegna Stampa Permalink

il manifesto, 21/06/07

Caso Biagetti: "Troppe  omissioni, processo falsato" 

di Cristina Petrucci

E’ stata convocata dallo stesso collegio difensivo composto dagli

avvocati di parte civile Arturo Salerni, Maria Luisa D’Addabbo e Luca

Santini la conferenza stampa che si è tenuta ieri al Campidoglio sul

processo per l’omicidio di Renato Biagetti avvenuto all’alba dello

scorso 27 agosto.

Quella mattina Renato con Laura e Paolo usciva da una dance hall

reggae sul lungomare di Focene quando veniva aggredito ed ucciso

a coltellate da due ragazzi del luogo al grido di “siete di Roma?

Tornatevene a casa vostra”. Inquisiti per omicidio sono Vittorio

Emiliani, 19 anni, una celtica tatuata sul braccio, figlio di un

carabiniere di istanza ad Ostia e G.A., 17 anni di Nola, ancora oggi ai

domiciliari. La denuncia dell’avvocato Salerni è chiara: ”Questo processo è

viziato da un grave peccato di origine poiché sin dall’inizio ci sono

state delle gravi omissioni. Mi riferisco alla mancata verbalizzazione da

parte dei Carabinieri di Ponte Galeria delle ultime parole di Renato,

fondamentali per ricostruire la verità dei fatti”. Per questo atteggiamento

il collegio ha sporto denuncia e il deputato Massimiliano Smeriglio

(Rif. Com, SE) il 14 giugno scorso ha fatto un’interrogazione parlamentare

al Ministro della Giustizia, Clemente Mastella, le cui risposte sono state

al solito evasive e inconcludenti.

Ma le difficoltà nell’accertamento della verità non finiscono qui:

“Mi riferisco – continua Salerni - alla leggerezza delle indagini

preliminari rispetto alla ricerca delle armi del delitto. Dalla

ricostruzione dei fatti e dalle testimonianze concordi dei testimoni emerge

chiaramente la presenza di due coltelli, eppure solo uno, quello del

maggiorenne, è stato fatto ritrovare dallo stesso, mentre manca ancora

all’appello quello usato dal minorenne per uccidere Renato”. Saranno

infine denunciati per favoreggiamento gli amici e i parenti degli imputati

per averli aiutati, nelle ore successive al delitto, fino all’acquisto di

due biglietti per Santo Domingo, isola notoriamente senza estradizione per

l’Italia.

A concludere è sempre Salerni, ricordando l’importanza di seguire le

udienze che saranno il prossimo 28 giugno e 12 luglio a Civitavecchia,

unico modo per far uscire dal cono d’ombra questo processo affermando in

modo pubblico che quella di Focene non è stata una rissa ma

un’aggressione.

Il punto è sempre lo stesso. Da Genova in poi quando processualmente sono

coinvolte le forze dell’ordine, i verbali spariscono, le prove vengono

manomesse o si volatizzano, le vittime passano dalla parte dei colpevoli.

“Ho l’impressione che io come madre – dice Stefania – debba trovare

tutti i cavilli per cercare la verità come se non fossi la parte lesa.

Molte cose non sono state fatte dalle istituzioni nei tempi giusti”.

A ricordare le analogie di questo processo con quelli di Federico

Aldrovandi e Carlo Giuliani è Dario, fratello di Renato, il quale dà un

appuntamento congiunto il 5 luglio prossimo sotto il Ministero degli

Interni per chiedere conto di queste morti. Dario termina l’intervento

leggendo la lettera che Veltroni ha scritto ai familiari in cui annuncia la

costituzione anche del Comune di Roma come parte civile. Dopo quasi un

anno, finalmente il sindaco si è reso conto che a Roma c’e’ un

evidente clima razzista, intollerante e fascista, come ha anche ricordato

Rendina, presidente dell’ANPI, anch’essa parte civile in questo

difficile processo. A ringraziarli è la deputata Heidi Giuliani: “Cari

partigiani abbiamo ancora bisogno di voi e dell’unità che ci

trasmettete”.

A chiudere la conferenza stampa è l’associazione “I sogni di

Renato”, che rimanda al suo blog veritaperrenato.noblogs.org e alla

prossima udienza il 28 giugno presso il Tribunale di Civitavecchia.



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