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10 Maggio, 2007 19:58 Rassegna Stampa Permalink

Liberazione dell'08/05/2007

Primi passi del processo per l'omicidio di Renato. La difesa chiede una perizia psichiatrica. 
Qualcuno vide i carabinieri che trascrivevano le ultime parole di Renato Biagetti, all'ospedale Grassi di Ostia, dove il ventiseienne romano morì il 28 agosto scorso, alcune ore dopo essere stato colpito da otto coltellate mentre usciva da una festa reggae su una spiaggia del litorale romano.

Ma quei verbali non sono ancora agli atti del processo, avviato ieri mattina con un'udienza a porte chiuse a Civitavecchia, con l'udienza a porte chiuse contro un diciannovenne accusato di omicidio volontario in concorso con un complice minorenne che si trova già in affidamento alla sua famiglia. Il dubbio della parte civile, che ha chiesto l'acquisizione delle carte, è che le indagini abbiano risentito della parentela tra il diciannovenne e un carabiniere, suo padre, collega dei militari che hanno gestito l'inchiesta. Da parte loro, i difensori del presunto omicida hanno provato la carta della perizia psichiatrica per verificare la personalità borderline che sarebbe emersa fin dalla prima detenzione dell'assistito nel carcere civitavecchiese di Borgata Aurelia. Il gup ha accolto entrambe le istanze al termine di una lunga camera di consiglio seguita all'audizione delle parti. Prossima udienza il 24 maggio quando saranno nominati i consulenti delle parti per la perizia psichiatrica dell'imputato. «Ma un seminfermo di mente non prenota un biglietto aereo per Santo Domingo il giorno dopo, né si preoccupa di sotterrare l'arma del delitto», ricorda Stefania Zuccari, la madre di Renato, accompagnata dalla compagna di suo figlio, presente al momento del delitto, e da una trentina di attivisti dell'Acrobax, un centro sociale frequentato da Biagetti. A loro si deve lo sforzo di tenere accesi i riflettori su un caso che è stato derubricato alla voce "rissa tra balordi" mentre, invece, ha tutte le caratteristiche di un agguato maturato in ambienti imbevuti di sottoculture fascistoidi e intolleranti. Renato era tecnico del suono, attentissimo alle autoproduzioni. Domenica prossima, all'ex Snia di Roma sarà presentato il primo cd prodotto dai suoi compagni.



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