17 Agosto, 2007 22:09
Contributi
Permalink
Non è fascista chi accoltella in strada?
Contributo di Enrico Campofreda
Se nessun ergastolo restituirà a familiari e amici il sorriso di Renato Biagetti, i quindici anni in Primo grado con cui il Tribunale di Civitavecchia ha recentemente condannato Vittorio Emiliani per le coltellate omicide d’un anno fa rischiano in Appello di trasformarsi in un lustro o poco più. Tanto vale una vita per la nostra giustizia ed è proprio l’abitudine al disprezzo della vita, soprattutto altrui, uno degli sconcertanti comportamenti di quella che chiamiamo società civile. E’ su questa base che uno come Emiliani pensa che una coltellata sia l’equivalente d’un pugno? E per sentirsi più duro e vendicatore di fendenti ne scaglia otto, non fermandosi neppure di fronte al tanto sangue, come ha dichiarato chi lo ha visto e l’ha avuto sparso sul corpo. Non sappiamo se nei valori familiari (Emiliani padre è pur sempre un Carabiniere), fra gli amici e il gruppo di quartiere circolano penose nostalgie del Ventennio. Ma l’assassino aveva tatuata sulla pelle una croce celtica.
(Continua)